“Prima che me ne scordi” di Redenta Formisano

“Prima che me ne scordi” di Redenta Formisano

Pagine: 177
Genere: Narrativa (Collana “Riflessi ed Echi”)
Editore: AltrEdizioni Casa Editrice
Anno di pubblicazione: 2017
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Sinossi
Da un po’ di tempo Luna dimentica ciò che le succede durante il giorno, confondendo la quotidianità con dettagli sempre più vividi di un periodo della sua giovinezza vissuto nel 1944. Non le piace non ricordare, ma soprattutto non vuole perdere la memoria di un vissuto intenso, durante il quale la libertà e l’amore erano stati valori prioritari, conservati nelle lettere del suo amato Carlino e da trasmettere, per non scordarli. Una grande storia d’amore narrata da una anziana signora a una giovane, attraverso il racconto di un fatto storico legato alla resistenza partigiana in Toscana: la strage di Niccioleta.

    Certe volte mi pare che il tempo per me abbia avuto un altro ritmo, che sia stato accelerato così come a volte batte il mio cuore, che sia stato tanto rapido da non permettermi di fermarmi mai, di indugiare un attimo. Perciò ho deciso di riafferrarlo adesso, di dirgli “Aspettami mentre torno indietro, per vivere veramente”.

“Prima che me ne scordi” è un romanzo prezioso.
La storia di Luna, una donna che ci sembra di conoscere da sempre, quasi fosse nostra nonna, nostra madre, nostra sorella, si sviluppa su due livelli: il presente, incerto ed annebbiato, ed il passato, emozionante, inquieto e doloroso.
Affetta da Alzheimer, anche se a lei poco importa o forse più semplicemente lo dimentica, Luna decide, quasi inconsciamente, di rivivere e raccontare il suo sofferente, quanto meraviglioso passato, lo fa con Francesca, una giovanissima studentessa delle scuole medie e depositaria della Memoria.
Questa donna coraggiosa ha due figli, di cui è molto fiera, ma che le causano anche tante delusioni: Marco, anestetista, la rimprovera spesso e la costringe ad andare da medici odiosi, “mi preoccupo per te”, le dice dopo una flebile ma inaspettata ribellione di Luna, e poi c’è Lib, Libera all’anagrafe, donna intraprendente, ma sempre a lavoro e piena di impegni. Ne leggo una denuncia della scrittrice, forse un po’ velata, ad una generazione di uomini e donne in carriera che trascura i propri genitori, non di attenzioni doverose, piuttosto di affetto sincero e immotivato.
È però un’altra la sua storia, quella che racconta alle orecchie attente e agli occhi curiosi di Francesca, è la sua storia d’amore, Luna e Carlino, che nasce e si consuma negli anni del fascismo e della Seconda Guerra Mondiale e che si conclude nella strage nazista avvenuta nella miniera di Niccioleta il 13 e 14 giugno 1944.

    Lei parlava del mare e io ricordavo i tuoi versi: “O uomo libero, tu amerai sempre il mare: il mare è il tuo specchio…”. Lei è il mio specchio. Lei mi fa dimenticare le voci stridenti e il nemico che mi tende agguati e cerca di soffocarmi. Solo lei mi fa dimenticare come spesso io mi sento: vecchissimo seppur giovane. Per questo voglio incontrarla più spesso, per questo spero di parlare con lei, anche domani sera, seduti lì, sull’ultimo gradino, in alto in alto, librati nel cielo come il tuo albatro, gigante con le ali spiegate.

Ad accompagnare il racconto, infatti, sono delle meravigliose lettere che Carlino, giovane uomo, innamorato, figlio di una donna fascista che idolatra inconsapevolmente il Duce, scrive a Luna, indirizzandole però ad un certo “Charles”. Ed è dalla narrazione di queste meravigliose ed incaute lettere, dal racconto del suo amore per la cultura e per la libertà fino ad allora solo sognata, dal racconto del suo sogno di abitare a Montmartre e dimenticare i suoi giorni tristi, dalle poesie decadentiste e dalla sua riscrittura che il lettore comprende immediatamente che quel “Charles” è uno dei più importanti poeti del XIX secolo: quel Charles è Baudelaire.

    L’unico vero grande dover è essere diversi dalla grigia mediocrità di questa plebea borghesia. Meno male che ho avuto tra le mani le tue poesie. Sorso d’acqua che non mi disseta. Ma nel momento in cui bevo, dimentico me stesso e mi perdo. Io sono un tuo lettore e un tuo nemico, perché sono nemico di me stesso.

Sono riposte in una vecchia scatola le lettere che Luna ha conservato dal 1944 ai giorni nostri, e che dopo la lettura ripone nei posti più impensati, dimenticandosene miserabilmente ogni volta.
Ambientato in Toscana, nella zona delle colline metallifere, in “Prima che me ne scordi” non c’è solo la storia d’amore di Luna e Carlino, ma si muovono a brevi passi anche le storie di altri personaggi: la coraggiosa e ribelle madre di Luna, ragazza madre in un’epoca in cui l’infedele, “per una questione d’onore”, doveva esser punito con i proiettili; c’è il racconto della signora Rosalia, madre di Carlino, amante del podestà, fascista per scelta, donna di chiesa. E ancora, zia Adelina, Iole, l’amica di sempre, socio del Centro Anziani e donna piena di energie.

È una scrittura minuziosa quella di Redenta, che si fa antica e poi moderna, flusso di coscienza nella mente precaria di Luna e poi lucidità sublime al pensiero di un passato che non torna.
“Prima che me ne scordi” è un omaggio alla Memoria, un racconto dolceamaro. Un amore acerbo quello di Luna e Carlino, ma grandissimo, sincero e audace, in un momento storico amputato, capace di ribaltare ogni certezza e storpiare ogni istinto alla passione. Un romanzo che lascia assetati e nostalgici. Un romanzo che lascia smarriti per giorni, per questo un romanzo prezioso.

L’autrice
Redenta FormisanoRedenta Formisano vive a Scafati e ha lavorato a scuola, come docente e dirigente. Ha pubblicato numerosi racconti e romanzi nei quali i personaggi femminili rappresentano la ricerca inquieta di una identità e di un ruolo. Da “Rosso nella memoria” (Tempi moderni) a “Il mare nel pozzo” (Avagliano Editore), da “Il silenzio dei telai” (Pironti Editore), con il quale ha ricevuto nel 2004 il premio speciale “Il Mulinello”, da parte di una giuria presieduta dal poeta Mario Luzi, a “Biondo menopausa” (Gaia) scritto insieme a Elvira Garbato. Nel 2007 un suo racconto è stato selezionato tra i vincitori del concorso “Lettera a una professoressa 40 anni dopo”. Con AltrEdizioni Casa Editrice ha pubblicato “Le parole di Creusa” (2011) e i racconti “Mater dulcissima” (2014).

Benedetta Ferrara

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Written by Benedetta Ferrara
Giornalista, scrittrice. Lettrice appassionata. Adoratrice delle sette arti. Nel tempo libero inseguo il mare. La gentilezza e la ricerca della verità sono i miei valori assoluti.